Cos’è la Negative SEO? La negative SEO è una pratica scorretta volta a danneggiare la visibilità di un sito web nei motori di ricerca. Ciò avviene tramite l’uso di tattiche proibite, come la creazione di backlink spam, l’inserimento di contenuti dannosi o la diffusione di informazioni false per far penalizzare il sito bersaglio nei risultati di ricerca. In breve, si tratta di sabotare il posizionamento di un sito web nei motori di ricerca in modo non etico. Ma, si può prevenire la Negative SEO? Certo, e in questa guida scopriremo tutto quello che c’è da sapere su questa pratica scorretta, ma molto in uso sul web, e come prevenirla efficacemente senza stress.

Negative SEO come si manifesta

La Negative SEO, in poche parole, è una pratica scorretta e dannosa che mira a danneggiare la visibilità di un sito web nei motori di ricerca. Questa strategia nefasta è spesso utilizzata dai concorrenti disonesti soprattutto in ambito business o da individui con cattive intenzioni (quali ad esempio plagio, hackeraggio, estorsione di dati, ecc.) allo scopo di sminuire la presenza online di un sito specifico, facendolo apparire come una fonte di contenuti di bassa qualità o addirittura di spam. Vediamo, nel capitolo seguente, quali sono le tattiche che utilizzano i malfattori o i competitor scorretti, per attuare la Negative SEO che può, lo ricordiamo, colpire qualsiasi tipo di sito o blog.

Backlink Spam

Uno dei metodi più comuni per attuare la Negative SEO è la creazione massiccia di backlink spam indirizzati verso il sito bersaglio. Questi backlink provengono da fonti di bassa qualità, come siti web spam, directory senza valore e/o commenti di blog altrettanto spam, per lo più esteri, asiatici. La grande quantità di backlink di scarso tenore è pericolosa perché può far scattare un segnale d’allarme per i motori di ricerca che, di conseguenza, possono penalizzare il sito vittima.

Tuttavia è bene tenere a mente che se stai facendo una campagna di link building, è sempre bene acquistare backlink di qualità che puoi trovare QUI.

Contenuti dannosi o sconvenienti

Un’altra tattica tipica della Negative SEO consiste nell’inserire contenuti dannosi, offensivi, non politically correct o fuorvianti sul sito bersaglio. Tali contenuti possono, neanche a dirlo, compromettere la reputazione del portale e farlo sembrare poco affidabile agli occhi dei motori di ricerca e anche dei visitatori.

Duplicazione dei contenuti

La duplicazione di contenuti è un’altra strategia della Negative SEO, ma come funziona? I malintenzionati possono semplicemente copiare i contenuti del sito vittima e pubblicarli su altri nel web, possono usarli per il loro sito concorrente e godere loro stessi della posizione di maggior rilievo (ad esempio in Google) che magari avevi prima tu. Questa pratica è molto diffusa e subdola, perché il sito vittima non si accorge subito del furto di contenuti, perché è praticamente un furto, un plagio, sta facendo copia-incolla illecito.

Hacking del sito web

Alcuni competitor o malintenzionati possono tentare di violare la sicurezza del sito bersaglio e apportare modifiche dannose mediante un vero e proprio hacking. Si tratta sempre di Negative SEO e di operazioni scorrette e illegali, e possono includere la modifica o la cancellazione di contenuti, l’inserimento di link spam o la diffusione di malware attraverso il sito vittima.

Segnalazioni false o denunce

Una delle pratiche più dolose della Negative SEO ci sono anche le false segnalazioni. Il sito competitor o la persona malintenzionata utilizza canali di segnalazione volti ai motori di ricerca per presentare avvertimenti falsi inerenti il sito bersaglio, ad esempio accusandolo di violazioni delle linee guida, della privacy, e così via. Questo può innescare un processo di revisione da parte dei motori di ricerca e, se il sito viene giudicato colpevole, può subire sanzioni.

Riduzione delle prestazioni del server

A livello tecnico la Negative SEO può colpire il sito vittima mediante azioni atte alla riduzione delle prestazioni del server. Come lo si può fare? Si tende a sovraccaricare il server del sito bersaglio attraverso attacchi DDoS (cioè Distributed Denial of Service) o mediante altre tattiche per far crashare il sito o ridurne le prestazioni rendendolo meno accessibile agli utenti.

Conseguenze della Negative SEO

Abbiamo visto come sia anche semplice cercare di colpire un sito qualsiasi, utilizzando Negative SEO e anche metodologie scorrette e invadenti, ma quali sono i reali danni di tali pratiche fraudolente? Le abbiamo elencate di seguito.

Danneggiamento del posizionamento nei motori di ricerca

L’obiettivo principale della Negative SEO è danneggiare il posizionamento del sito bersaglio nei motori di ricerca. Le tattiche utilizzate possono far scattare segnali negativi in Google, Yahoo, ecc. e far perdere pozioni al sito anche in pochissimi istanti, ne consegue anche una consistente perdita di traffico e introiti business.

Perdita di credibilità e reputazione

La Negative SEO può anche minare la fiducia degli utenti nel sito bersaglio: i contenuti dannosi e/o offensivi possono farlo apparire come poco serio, inaffidabile e non sicuro.

Perdita di guadagni e opportunità commerciali

Un attacco mirato a un sito, mediante tecniche di Negative SEO, può davvero causare una perdita di guadagni, sia se si tratta di vendite dirette come quelle di un e-commerce, sia in termini ad esempio di vendita di pubblicità, di banner pubblicitari, e via dicendo. Non solo, una volta messo in vendita un sito attaccato da Negative SEO, questo avrà un valore nettamente minore sul mercato causando un bel danno economico al suo proprietario. Non solo, per verificare l’attacco e soprattutto per ripristinare il sito, saranno necessari interventi di tecnici specializzati e anche in questo caso il dispendio economico sarà a tutto svantaggio del sito vittima.

Come difendersi dalla Negative SEO

Difendersi dagli attacchi di Negative SEO è possibile, l’essenziale è monitorare costantemente lo stato del portale con i tool di analisi e adottare misure preventive. Quali? Le abbiamo elencate di seguito grazie alle dritte dei maggiori esperti del settore.

  • monitoraggio costante;
  • migliorare la sicurezza del sito;
  • mantenere il sito sito internet sicuro da potenziali attacchi informatici e intrusioni con sistemi ad hoc oggi disponibili sul mercato;
  • assicurarsi che il software e il plugin siano sempre aggiornati;
  • usare plugin o estensioni anti-spam se necessario;
  • monitorare i commenti sul sito e rimuovere quelli spam e/o offensivi.