Google viene aiutato da una serie di funzionalità specifiche per portare a termine con successo i propri compiti quotidiani. Tra queste, i crawler assumono un ruolo di primo piano e riescono a raccogliere ingenti volumi di dati nel giro di un arco di tempo molto contenuto. Molto importante è, in un contesto del genere, l’utilizzo di un prodotto di ultima generazione come Googlebot.

Cosa c’è da sapere in merito a uno strumento considerato determinante per la verifica dei risultati di un sito Internet all’interno del principale motore di ricerca? Non resta altro da fare che scoprire il mondo di Googlebot e sfruttarne appieno le molteplici funzionalità.

Che cos’è Googlebot

Per riuscire a raccogliere una quantità sempre più elevata di informazioni, Google si serve anche di Googlebot. Si tratta di uno strumento capace di generare un determinato indice di ricerca, determinando con la massima precisione il ranking da associare a ciascun sito Internet. Il programma viene sottoposto a una serie di aggiornamenti costanti, affinché resti sempre al passo con i tempi.

Il corretto funzionamento di Googlebot è dovuto all’utilizzo costante di una quantità infinita di macchine in assoluta contemporanea. La loro azione combinata fa in modo che i siti web siano sottoposti a una scansione pressoché perfetta e dalla velocità superiore alla media. Tuttavia, qualora sia necessario, le macchine vengono rallentate al fine di scongiurare il sovraccarico dei siti scannerizzati. Il processo è estremamente sofisticato ed elaborato e richiede tutta la dovuta cautela per la sua buona riuscita.

Googlebot e la sua capacità di scansione e indicizzazione dei siti web

Nei tempi passati, Google ha modificato la modalità di scansione a più riprese. Forse, anche grazie a questa versatilità è diventato l’autentico colosso dei motori di ricerca a livello globale. Attualmente, riesce a creare l’indice di un sito Internet partendo dall’inserimento del relativo URL, proseguendo poi con il passaggio della coda di scansione che fa da preludio alla scansione vera e propria.

Quindi, le varie pagine vengono sottoposte ad un processo, affinché vengano inserite nel relativo indice. Ciascuna pagina viene elaborata per due volte, al fine di trovare le eventuali modifiche e inserire possibili link aggiuntivi. Il contenuto delle pagine web viene memorizzato ed è possibile andare a ricercarlo nell’indicizzazione di google. Una volta trovati i collegamenti desiderati, vengono reinseriti tra gli URL da scansionare, con la possibilità di rifare il processo.

Come tenere sotto controllo Googlebot

Grazie all’aiuto del motore di ricerca Google, è possibile visionare con la massima attenzione tutti i contenuti che devono essere scansionati e indicizzati. A tal proposito, sono tre gli strumenti che agiscono per facilitare il compito di ogni utente. Vediamo quali sono:

  • il primo strumento è Robots.txt e ed è un file presente sul sito Internet, grazie al quale si accede alla possibilità di sapere cosa viene scansionato su ogni singola pagina;
  • il secondo strumento è il Nofollow, un attributo per i link che invita il motore di ricerca a non seguire una pagina specifica presente nel sito Internet, fungendo quindi da semplice suggerimento;
  • infine, lo strumento Modifica il tuo crawl rate viene distribuito all’interno di Google Search Console e consente di rallentare la scansione eseguita da Google, ovviamente a seconda delle esigenze estemporanee.

Come monitorare al meglio l’indicizzazione delle pagine

Cosa si può fare per facilitare l’indicizzazione delle pagine e avere tutto pienamente sotto controllo? Alcuni procedimenti da svolgere tramite Googlebot possono rendere tutto più semplice di quanto si possa immaginare. Per esempio, è possibile cancellare i contenuti di un sito per fare in modo che non vengano più indicizzati dai motori di ricerca. Tuttavia, ogni pagina cancellata non può essere più consultata da nessuno.

Allo stesso tempo, ci si può affidare alle varie restrizioni d’accesso, decidendo in tempo reale quali contenuti possano essere visti e quali no. Anche la funzionalità Noindex permette di proteggere ogni pagina dai motori di ricerca, impedendone la diffusione nelle singole pagine. Lo strumento di rimozione temporanea, invece, prevede la chance di nascondere per un determinato arco di tempo l’URL richiesto. Tuttavia, Google può comunque eseguirne la scansione senza alcuna limitazione.

Infine, per evitare che determinate immagini vengano inserite nell’indice, la funzionalità Robots.txt fa la differenza. In questo modo, l’uso di Googlebot Image impedisce la diffusione di file visivi. Ciò che conta è agire con impegno e attenzione e sapere quali opzioni attivare, con la prospettiva di monitorare al meglio i contenuti da inserire nei motori di ricerca.

Il rischio di essere alle prese con un software che si spaccia per Googlebot

Nel corso degli ultimi tempi, vari bot e strumenti SEO millantano di essere Googlebot, ma agiscono con l’unico obiettivo di mettere a serio repentaglio la sicurezza dei siti Internet. Per ovviare a un simile rischio, Google si sta dando da fare tramite la diffusione di un insieme di IP pubblici, essenziali per accertarsi che le varie richieste provengano effettivamente dal motore di ricerca.

Basta un rapido confronto tra i dati visionati e i registri del proprio server per rendere tutto più efficace. Inoltre, si può accedere a Google Search Console e visionare le statistiche relative alla scansione per fare in modo che tutto vada per il verso giusto. In questo modo, è possibile verificare i file scansionati da Googlebot e gli orari nei quali il sistema ha avuto accesso al sito Internet.

Nel complesso, Googlebot è uno strumento del quale non si può più fare a meno per coloro che hanno un progetto online da sviluppare e vogliono farlo all’insegna della massima sicurezza. Tale software riesce a definire quali siano i dati da inserire e rimuovere all’interno del principale motore di ricerca. Bisogna essere molto abili per ottimizzare le varie funzionalità e trarne vantaggio per valorizzare le pagine web desiderate.